Osservazioni dei ragazzi sulla complessità dei modelli
Oggi ho tentato di parlare delle frasi relative e di una loro possibile rappresentazione all’interno del modello generativista. Ora, di teorie sulle frasi relative ne esistono tante, e, dovendo sceglierne una da usare all’inizio (nulla impedisce poi di criticarla o di confrontarla con altre), ho deciso di utilizzarne una che fosse più semplice, scartando quella più diffusa tra gli studiosi, perché, così ho detto ai ragazzi, è troppo complessa. Mbaye Gueye approva, dicendo che un modello non è buono se è complicato.
Giovanni Di Gregorio, allora, controbatte notando che un modello più complesso è preferibile a uno semplice se spiega più cose rispetto a quest’ultimo.
12 Aprile 2008 alle 1:58 am
[...] admin: [...]
10 Maggio 2008 alle 9:27 am
Salve prof.Menza. Le lascio questo commento su ciò che dicevo in classe, sarà un po’ contorto ma lei come sempre saprà tradurre. Parto con un esempio: la teoria di Di Gregorio, che potrete trovare nel blog del prof.. Lei diceva che la teoria di Giovanni era buona perché semplificava la struttura dell’albero, e lei ci dice: “Una teoria X si può dire buona se riesce a rispondere al maggior numero di domande” e se, aggiungo io, rispetto alla teoria Y precedente, non aggiunge elementi per evitare controesempi. E vorrei controbattere a Giovanni dicendogli: è buona una teoria che per spiegare una cosa deve modificare, nel nostro caso, l’albero aggiungendo sintagmi? Non è forse meglio avere un albero semplice che si possa applicere a tutte le frasi senza dover aggiungere sintagmi? E poi se Giovanni sostene che “un modello più complesso è preferibile a uno semplice se spiega più cose rispetto a quest’ultimo”, le vorrei fare notare che Giovanni ha fatto una bella contraddizione quando diceva che la teoria sul clitico non era buona perché c’erano troppi nuovi elementi, cioè troppi nuovi sintagmi.