Le strutture coordinate secondo Mark de Vries

Secondo Mark de Vries (Coordination and Syntactic Hierarchy.’ Studia
Linguistica
59, 2005, pp. 83-105):
1) il rapporto di coordinazione è un rapporto asimmetrico, come quello di subordinazione: la congiunzione è una testa bivalente che seleziona i due congiunti; il primo congiunto occupa la posizione di specificatore, mentre il secondo congiunto occupa la posizione di complemento della testa-congiunzione. (la distinzione coordinazione-subordinazione si basa su caratteristiche diverse dal contrasto simmetria-asimmetria, ma discuterò in un altro post quali siano tali caratteristiche).
2) ogni struttura coordinata possiede caratteristiche proprie, che dipendono dalle caratteristiche di entrambi i congiunti, ma che non coincidono con le caratteristiche di uno solo dei congiunti. Ad es. un cane e un gatto è un sintagma plurale, ma ciascuno dei congiunti è singolare. Questo giustifica, tra altre cose, l’idea che la struttura coordinativa abbia, nel complesso, un’etichetta di
sintagma diversa da quella dei congiunti.

3) ogni struttura coordinata può essere interpretata in modo collettivo oppure distributivo. Ad es. nella frase Giovanni e Maria si sono sposati, sono ugualmente possibili due interpretazioni: a) Giovanni si è sposato con Maria (interpretazione collettiva della coordinazione = 1 matrimonio); b) Giovanni si è sposato con Tizia e Maria si è sposata con Caio (interpretazione distributiva = 2 matrimoni). Se, però, usiamo le congiunzioni correlative, soltanto l’interpretazione distributiva è possibile: e Giovanni e Maria / sia Giovanni che Maria si sono sposati (2 matrimoni). Questi dati fanno pensare che la prima congiunzione correlativa sia un morfema che esprime la distributività della coordinazione.
4) nel caso di coppie di congiunzioni correlative, allora, (es. sia… che, e… e), solo la seconda è una vera congiunzione (CONG), mentre la prima appartiene ad una classe distinta di morfemi, che possiamo chiamare Distributori (abbr. DIST). Dunque, in un sintagma del tipo sia Giovanni che Maria, sia è un DIST, mentre che è una CONG; lo stesso vale per le coppie omofone: in e Giovanni e Maria la prima e è un DIST, la seconda e, invece, è una CONG.

La presenza di un distributore (o di uno specificatore di DIST, rimando all’originale di Vries) forza, così, l’interpretazione distributiva, mentre la sua assenza lascia il tratto [+-distributivo] non specificato (due interpretazioni possibili, distributiva e collettiva):

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L’intero SDist deve essere specificato per alcuni tratti fondamentali, che eredita o che vengono computati, durante la derivazione, dai nodi che esso domina (SCong e i due congiunti): a) numero (calcolato sommando i numeri dei congiunti), visibile se SDist è un soggetto (Maria e Giovanni corrono, e non *Maria e Giovanni corre); b) la categoria (identica) dei due congiunti, che deve essere ricopiata su SDist per permettere a quest’ultimo di avere la stessa distribuzione esterna dei congiunti (per esempio, l’SDist Giovanni e Maria può ricorrere negli stessi contesti in cui ricorre un SN semplice, dunque SDist deve apparire, ai verbi o alle preposizioni che lo selezionano, come un SN, in qualche modo). Ipotizzo, allora, che i verbi selezionino non una categoria, ma un elemento dotato di uno o più tratti, specificati per certi valori. Ad es. un verbo transitivo seleziona un elemento (un sintagma) specificato come [+nominale]: sia gli SN semplici che gli SDist contenenti congiunti SN presentano tale tratto [+nominale] e possono, pertanto, essere selezionati dal verbo. Ovviamente, in SDIst, il tratto è trasmesso dai congiunti SN a SCong, e quindi da SCong a SDist.

Potremmo immaginare un procedimento simile anche con congiunti diversi da SN. Un verbo come telefonare, ad es., seleziona un complemento [+prep. a] o [+ SPa], e tale valore è trasmesso da congiunti SPa a SCong e poi a SDist. In tal modo telefonare seleziona un complemento come a Giovanni e a Maria, identico, per i tratti rilevanti, al semplice a Giovanni.



E’ interessante osservare l’alternanza distributivo/collettivo, e la sua correlazione con la presenza/assenza di un DIST esplicito, quando i congiunti sono dei SP. Anche in questo caso un DIST esplicito (sia) forza l’interpretazione distributiva. Infatti, In telefonare sia a Giovanni che a Maria, le telefonate sono necessariamente due (interpr. distributiva). In telefonare a Giovanni e Maria la telefonata è, invece, una sola (interpr. collettiva: Giovanni e Maria sono insieme, rispondono con lo stesso apparecchio telefonico).

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