Archive for novembre 2007

Alberi sintattici che si possono toccare. Un primo tentativo e un video degli studenti

30 novembre 2007

Qualche secondo dal laboratorio (di ispirazione montessoriana) del 29 novembre 2007 in seconda BT. Acerbo e magnifico, come ogni primizia.

Un ringraziamento speciale a Luigi Mingrone (al suo cellulare, al suo PC, alle sue competenze e al suo prezioso tempo) per il video (ma anche agli altri componenti del gruppo: Rosanna Musso, Mbaye Gueye, Carmelo Balletti, Andrea Raudino)

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Famiglia poliglotta

18 novembre 2007

Giuseppe (4 anni) ascolta Giovanni (quasi 2 anni) farfugliare sul seggiolone e mi dice:
– Papà, lo sai? Giunanni non palla itagnagno. Palla iggrese.
– Ah, davvero? inglese?
– Sì, papà, cetto!
– E tu lo capisci?
– Mhm mhm (annuisce).
– E come fa a dire “ciao”, allora?
– “Ttaum”.
– E “buongiorno”?
– “Bbontòum”.
– E “buonanotte”?
– Uhm… “bboaòe”. Sì, sì: IGGRESE!

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Giovanni Di Gregorio sul ruolo tematico dei soggetti di predicati nominali

10 novembre 2007

Giovanni Di Gregorio mi ha scritto una mail in cui precisa la sua proposta di un nuovo ruolo tematico.

Allora, le spiego questa cosa del nuovo ruolo tematico.
Secondo me esiste un ruolo tematico chiamato “natura”.
Un esempio di questo ruolo è in la maglietta è rossa.
Io le avevo detto che maglietta in questo caso non è agente e nemmeno esperiente.
Allora, lei mi ha risposto che la maglietta svolge il ruolo di tema.
Secondo me non è così. Casomai, in la maglietta è stata dipinta di rosso la maglietta è tema, perché in questo caso la maglietta è stata coinvolta nell’azione di essere dipinta.

E, aggiungo io, invece, nella frase la maglietta è rossa, la maglietta non è coinvolta in nessun evento e quindi nessun ruolo può esserle assegnato. In effetti io ho spiegato i ruoli sempre facendo riferimento ad eventi, mai a stati. Che la maglietta nella frase copulare abbia ruolo di tema è una cosa che io ho trovato nella letteratura sull’argomento, non ho sulla questione delle idee originali. Tuttavia, non mi ricordo di aver mai visto la motivazione di una simile scelta (che il soggetto del predicato nominale sia un tema). Forse potremmo semplicemente riformulare la definizione di ruolo “tema”, includendo il caso di un’entità che possiede una caratteristica, che si trova in un particolare stato. Oppure possiamo accogliere la proposta di Giovanni.

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I ragazzi conducono mentalmente, e inconsapevolmente, delle dimostrazioni per assurdo che poi non riescono a descrivere

7 novembre 2007

Ieri Roberto (14 anni), ha formulato oralmente e rapidamente un giudizio che implica, io credo, una dimostrazione per assurdo. Ha avuto molta difficolta, però, a descrivere il ragionamento che lo aveva portato a formulare quel giudizio.

L’oggetto di osservazione era una frase italiana benformata simile a questa:

(1) li abbiamo costretti a uscire dall’acqua

Il problema generale che avevo proposto era stabilire la valenza dei due verbi, costringere e uscire, e individuare gli argomenti dell’uno e dell’altro, nonché gli eventuali aggiunti. Ora, alcuni studenti hanno ipotizzato che costringere sia quadrivalente, e che i suoi argomenti siano

a. noi (sottinteso)
b. li
c. a uscire
d. dall’acqua.

Secondo altri studenti, invece, costringere è trivalente e i suoi argomenti sono

a. noi (sottinteso)
b. li
c. a uscire

Questo secondo gruppo di studenti difende la propria ipotesi affermando che il presunto argomento d (dall’acqua) dipende da uscire e non da costringere. Si tratta di una buona intuizione, ma chiedo loro di provare a fornire una dimostrazione. Roberto, allora, osserva che dall’acqua non può essere argomento di costringere perché questa frase (2) è malformata:

(2) *li abbiamo costretti dall’acqua

La conclusione è convincente, ma manca il procedimento, che, tuttavia, deve essersi prodotto perfettamente nella mente del ragazzo. Secondo me il procedimento “segreto” potrebbe somigliare a questo:

i. se dall’acqua fosse davvero un argomento di costringere (per absurdum), e
ii. poiché la combinazione di un verbo con i suoi argomenti è una frase benformata,

ci aspetteremmo
iii. che la frase (2), costituita da una forma del verbo costringere accompagnata, appunto, dagli argomenti noi (sottinteso), li e dall’acqua fosse una frase benformata.

iv. Tale aspettativa, tuttavia, non è soddisfatta, perché la frase in (2) è malformata,
e dunque
v. l’ipotesi accettata per absurdum in i. (che dall’acqua sia un argomento di costringere) è falsificata.

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Due esempi di transfer

5 novembre 2007

Roberto Rizzo e il solito Giovanni Di Gregorio (2a BT).  Il primo trasferisce competenze dalla sintassi alla teoria della letteratura; il secondo è più ardito: dal diritto alla semantica. Nel dettaglio,
1) Roberto propone che i testi poetici siano inillocutori, intendendo con ciò che tali testi non hanno nessuna forza illocutoria e che questa sia la caratteristica che li distingue dai testi non poetici. Evidente è il riferimento ai verbi inaccusativi, incapaci di assegnare caso accusativo al proprio complemento diretto.
2) Giovanni propone che i soggetti di frasi copulari assumano un ruolo tematico di suo conio, che lui battezza di ‘natura’. Ad es. in la mela è rossa, il ruolo di mela è una sua proprietà naturale. Mi dice che ha studiato qualcosa del genere in diritto.