Archive for febbraio 2008

La proiezione cilindrica: una lezione di ispirazione montessoriana

15 febbraio 2008

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[post modificato il 14 agosto 2010 in base ai commenti di El Marinero, che ringrazio]

Ho pensato a questa attività su suggestione delle mie recenti letture montessoriane e spinto dal fatto che un certo numero dei miei alunni non riuscivano a capire, col solo aiuto di immagini, grafici e descrizioni, cosa fosse davvero una proiezione geografica.160120081031.jpg In particolare, la proiezione cilindrica.

Maria Montessori, tra molte altre cose, diceva che l’Uomo non è fatto per imparare stando fermo e ascoltando una persona che parla, magari descrivendo procedimenti reali attraverso linguaggi simbolici astratti (nonostante spesso ci riesca). L’Uomo impara meglio osservando e imitando, e muovendosi, e usando le mani. E l’astrazione, che ci consente di creare o di leggere rappresentazioni simboliche di entità, prodotti o azioni, è favorita dall’esperienza concreta, dalla concretizzazione del simbolico. Cioè dall’uso di simboli concreti, che si possono percepire pienamente mediante i sensi, simboli che si possono toccare e spostare e che facciano capire allo studente se sta sbagliando qualcosa nel riprodurre una procedura reale.

160120081033.jpg I simboli che si usano di più nella scuola tradizionale e nelle Università sono, invece, simboli astratti: lettere, numeri, segmenti, figure, tutti riprodotti sulla carta o sulla lavagna, o su uno schermo. Nulla che possa essere toccato, manipolato, nulla che possa materialmente segnalare la presenza di un errore indipendentemente dal livello di apprendimento dello studente. Nel nostro caso specifico, per far capire cos’è e come si fa una proiezione geografica, sono necessari dei simboli per la Terra, la superficie di proiezione, i punti da proiettare, e, soprattutto, le linee di proiezione. Nell’attività descritta qui di seguito, ognuno di questi simboli è concreto: un mappamondo, una rete da giardinaggio, della plastilina, degli spiedoni di legno (sono come degli stuzzicadenti giganti, si trovano nei supermercati). Muovendo, manipolando, combinando opportunamente questi simboli concreti è possibile realizzare una proiezione, sviluppare il cilindro di proiezione su un piano e verificare passo passo in modo meccanico la correttezza delle procedure. Ecco l’attività (condotta in classe con la collaborazione delle colleghe Doriana Morselli e Roberta Valastro) descritta in modo schematico.

Occorrente:

1. un mappamondo (globo)

2. una rete da giardinaggio in plastica (circa 50 x 100 cm) (more…)

Frasi copulari 1. Giuseppe Addamo oggi aveva ragione

8 febbraio 2008

Oggi in seconda BT abbiamo provato ad analizzare la struttura delle frasi copulari.

Giuseppe Addamo, ad un certo punto, ha proposto una soluzione davvero interessante, ma io, in quel momento, non sono riuscito a rendermene conto e non ho dato alla sua osservazione il peso che in realtà meritava. Provo a rimediare adesso.

Tutto inizia da esempi di frasi copulari simili ai seguenti. Luigi ha ruoli tematici diversi a seconda dei diversi predicati nominali:

(1) Luigi è triste (Luigi è esperiente)

(2) Luigi è all’opera (= ‘si è messo all’opera’) (Luigi è agente)
(3) Luigi è alto (Luigi è tema)

(4) Luigi è privo di pudore (Luigi è tema)

(5) Luigi è adatto a questo lavoro

(6) io considero Luigi adatto a questo lavoro

Pare, dunque, che la copula non sia responsabile del ruolo tematico del soggetto, che dipende, invece, dall’aggettivo che segue la copula. Tale ruolo è assegnato anche in contesti senza copula:

(7) ho visto un ragazzo triste <exp>/ un ragazzo all’opera <ag>/ un ragazzo alto <th>/ un ragazzo privo di pudore / un ragazzo adatto a questo lavoro

Si nota, inoltre, che l’aggettivo richiede la presenza del SN di cui determina il ruolo:

(8) *ho visto un triste /*un all’opera / *un privo di pudore, ecc.

L’aggettivo si comporta, così, come un verbo, che richiede la presenza di un soggetto e gli assegna un ruolo tematico. A questo punto è conveniente ritenere Luigi argomento dell’aggettivo triste/all’opera/privo/adatto piuttosto che del verbo essere. Quindi, triste, all’opera e alto sono aggettivi monovalenti (hanno bisogno solo di un soggetto), mentre privo e adatto sono bivalenti (richiedono un complemento oltre al soggetto).

La copula serve a fornire una struttura che assegni il caso nominativo al soggetto, argomento dell’aggettivo.

Andiamo adesso alla proposta di Addamo per l’analisi della frase (6), che ripeto per comodità in (9):

(9) io considero Luigi adatto a questo lavoro

Qual è la struttura argomentale di considerare? I ragazzi propongono subito che si tratta di un verbo trivalente:

1° argomento: io

2° argomento: Luigi

3° argomento: adatto a questo lavoro

Questa analisi non è l’unica possibile e assai probabilmente è errata, nonostante le apparenze. Suggerisco ai ragazzi di verificare se Luigi adatto a questo lavoro non sia in realtà un unico costituente. In tal modo considerare risulterebbe bivalente:

1° argomento: io

2° argomento: Luigi adatto a questo lavoro.

Per procedere alla verifica, siccome ogni argomento è un sintagma i ragazzi applicano a Luigi adatto a questo lavoro i test per riconoscere i sintagmi: il test della sostituibilità mediante proforma adeguata e il test dell’enunciabilità in isolamento. Nessuno dei due test, tuttavia, dà risultati positivi. E se Luigi adatto a questo lavoro non è un sintagma, allora non è neanche un (unico) argomento di considerare. Tuttavia, il test della coordinabilità risulta positivo:

(10) io considero [Luigi adatto a questo lavoro] e [Maria molto intelligente]

(11) io considero [Luigi intelligente] e [Dario assai stupido]

Gli altri due test potrebbero essere risultati negativi perché necessitano entrambi di una proforma adeguata al costituente indagato (una proforma pronominale per il test di sostituibilità e una proforma interrogativa per il test dell’enunciabilità in isolamento). Ma in realtà questa non è una prova decisiva: la coordinazione potrebbe coinvolgere due costituenti più ampi (frasi di modo finito), con ellissi del verbo ripetito:

(12) [io considero Luigi intelligente] e [pro considero Dario assai stupido]

Cogente, invece, è la deduzione di Giuseppe Addamo: secondo il Criterio Tematico, uno stesso sintagma non può essere contemporaneamente argomento di due teste diverse. Ora, avevamo già assunto che Luigi è argomento dell’aggettivo bivalente adatto. Se ciò è vero, allora, per il Criterio Tematico, lo stesso Luigi non può essere anche argomento di considerare. Considerare, allora, seleziona il SN io e un intero costituente SX (sintagma per ora senza nome) Luigi adatto a questo lavoro. Tale SX non coincide con Luigi, ma lo contiene, e questo non viola il Criterio Tematico. All’interno di questo SX, Luigi e a questo lavoro sono argomenti dell’aggettivo adatto.

(13) (=9) io considero [Luigi adatto a questo lavoro].

Il prossimo compito è stabilire che tipo di sintagma sia SX.

Le date degli esami

1 febbraio 2008

Classe 52a, 8° ciclo (SISSIS CT)
Area 2 – Fondamenti di lingua latina (Mandolfo) e Didattica della lingua italiana (Menza)

6 febbraio 2008 (a-l), ore 15, studio 135, ex monastero dei Benedettini

7 febbraio 2008 (m-z), ore 15, studio 135, ex monastero dei Benedettini

Per l’area 3, invece, esami il 12 e il 13 febbraio.