Archive for aprile 2015

Syntapuzzle. Un modello concreto della combinazione sintattica basata su proprietà lessicali e un materiale didattico di ispirazione montessoriana

15 aprile 2015

Syntapuzzle latino

Salvatore Menza

Syntapuzzle. Un modello concreto della combinazione sintattica basata su proprietà lessicali e un materiale didattico di ispirazione montessoriana

Syntapuzzle è un metodo di rappresentazione della frase nel quale ciascuna parola è rappresentata da una tessera mobile sulla quale sono indicati il significante, e, sui margini, mediante appositi simboli, anche i tratti sintattici, dal cui valore dipende la combinazione con altre tessere/parole. Ciascun tratto è specificato mediante una sigla e un simbolo: la sigla indica la qualità del tratto (accusativo, nominativo, maschile, femminile, singolare, plurale, congiuntivo ecc.), mentre il simbolo (una freccia o un bersaglio, che chiameremo connettori) indica se il tratto è valutato (bersaglio) o non valutato (freccia). Una frase benformata è una combinazione in cui ogni tratto non valutato viene connesso ad un tratto valutato dello stesso tipo, della stessa qualità (ad es. un accusativo non valutato, freccia, viene connesso ad un accusativo valutato, bersaglio), ed in tal modo risulta valutato. Nel modello del Syntapuzzle, tale valutazione dei tratti non valutati si ottiene accostando le tessere (i simboli dei tratti sono posti sui margini) in modo che ogni freccia sia a contatto con un bersaglio recante la stessa sigla.

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Insegnare a scrivere e monitorare i livelli di competenza attraverso una correzione classificatoria basata sulla grammatica generativa. Insegnare a scrivere e a monitorare i livelli di competenza attraverso una correzione classificatoria basata sulla linguistica generativa

15 aprile 2015

Salvatore Menza

Insegnare a scrivere e monitorare i livelli di competenza attraverso una correzione classificatoria basata sulla grammatica generativa.

Insegnare a scrivere e a monitorare i livelli di competenza attraverso una correzione classificatoria basata sulla linguistica generativa

“La correzione classificatoria è un metodo di correzione degli elaborati scritti in base al quale il revisore (che può essere non solo il docente, ma anche l’autore, o un peer dell’autore, cioè un compagno di classe o di scuola ecc.) contrassegna ciascun errore indicando, a margine, attraverso una apposita sigla, la tipologia cui tale errore appartiene […]

Nella prassi che ho perfezionato, i discenti, con l’aiuto del docente o di compagni già esperti, si esercitano ad usare il siglario, fino a padroneggiarlo, innanzitutto per comprendere la correzione fatta dall’insegnante, ma, subito dopo, anche per autocorreggere il proprio testo, per correggere un testo altrui, o per discutere, commentare, rivedere un lavoro di revisione già fatto, su un testo già annotato.

L’elemento più rilevante per l’efficacia del metodo, però, è il modo in cui il siglario viene progettato (i principi, cioè, su cui si basa la scelta delle tipologie di errore da rappresentare e il modo in cui la sigla viene sciolta nel siglario) e realizzato. L’esempio di siglario suggerito da Cattana e Nesci (op. cit., p. 144-145), ad es., è una lista molto esigua di sigle, che permettono una classificazione molto generale degli errori, che vengono, infatti, ricondotti a macroarticolazioni della grammatica (es. errore di ortografia, di sintassi ecc.). Un siglario del genere […]  non potrebbe in alcun modo giovare al discente per migliorare le proprie competenze linguistiche, perché non lo aiuterebbe a capire come fare a riconoscere e correggere lo specifico errore commesso, o evitare di commetterlo ancora in futuro. Un simile siglario, inoltre, sarebbe, comunque, uno strumento di monitoraggio poco utile anche per l’insegnante, che, a fronte di una classificazione generica dell’errore, sarebbe spinto ad attivare interventi didattici altrettanto generici, mentre, in realtà, ci sono tanti errori diversi di ortografia, tanti errori diversi di sintassi ecc., per ciascuno dei quali, come vedremo, è possibile adottare, invece, una strategia specifica, mirata, ed estremamente più efficace.

Nel realizzare il mio siglario ho, allora, cercato di distinguere un elevato numero di (micro)tipologie di errore (83, quelle che più di frequente ho riscontrato negli scritti dei ragazzi), associando a ciascuna una sigla diversa, e ho descritto ciascuna (micro)tipologia in modo tale da fornire allo studente sia una strategia per riconoscere quanto più facilmente tale tipologia d’errore (cioè percepire e classificare l’errore in un testo qualunque), sia una strategia generale sempre valida per correggere lo stesso errore ogniqualvolta esso venga individuato e riconosciuto.. Chiaramente, l’addestramento porta anche a ridurre l’occorrenza stessa dell’errore, ma non è questo ciò che più conta. Ciò che conta, infatti, non è non sbagliare mai (anche i professionisti della scrittura commettono errori durante la stesura dei testi!), ma rendersi conto degli errori e saper trovare soluzioni adeguate prima di arrivare alla versione definitiva” (p. 4).

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