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Adjuncts, arguments and optional arguments (informal)

18 febbraio 2007

In VP, the interpretation of arguments depends on the verbal head. For this reason, is the verb changes, the interpretation of the argument (its theta role) also changes:

(1) I aim at George’s house (<goal>) vs. I stay at George’s house (<place>)

The interpretation of an adjunct, instead, remains the same even if the root verb is replaced:
(2) I aim at George’s house in the afternoon sv. I stay at George’s house in the afternoon

In (2), in fact, the adjunct in the afternoon refers to a moment in time in both sentences.

So, it seems that adjuncts are semantically independent, wheras arguments are not. Accordingly, adjuncts may be omitted from a sentence  and  be  added to  virtually any  well formed  sentence in which all the arguments of the verb are projected:

(3) I run in the afternoon, John puts his keys on the table in the afternoon, it rained in the afternoon…

Now, think of two-argument verbs such as eat, drink, think etc: they often occur with a single argument (the external one): I eat (an apple), I’m eating, I’m drinking/thinking. Note, however, that the omitted element is not a real adjunct. Let’s see why: a) it is not semantically independent from the verb; b) it can’t be freely added to any complete, well formed sentence:

(4) John eats an apple

(5) John eats
(6) *John puts his keys on the table an apple (vs. John puts his keys on the table in the afternoon).

In the afternoon is an adjunct, an apple (in (4)), instead, is an (optional) argument.
In conclusion, in order to decide whether an XP is an adjunct in a sentence S, optionality is not a sufficient requirement: it must also be possible to add this XP to a full sentence S’ in which all the main verb (H) ‘s arguments are projected. Obviously, XP’s internal and independent theta role should not be present in the theta grid of H, and tense specification should be compatible with XP (if XP is a time adverb, for instance).

Aggiunti, argomenti e argomenti opzionali: come distinguerli (informale, ver. 2)

14 febbraio 2007

L’interpretazione degli argomenti, nel sintagma verbale, dipende dal verbo reggente. Per questo motivo, se il verbo cambia, cambia anche l’interpretazione dell’argomento (ad es. il suo ruolo tematico):

io vado a casa (<meta>) vs. io resto a casa (<luogo>)

Un aggiunto, invece, mantiene la stessa interpretazione (“significa la stessa cosa”) quando il verbo principale cambia:

(2) io vado a casa alle sette e mezza vs. io sto a casa alle sette e mezza

in (2) l’aggiunto alle sette e mezza indica sempre la stessa cosa.

Ne consegue che gli aggiunti non solo possono essere liberamente omessi, ma anche che possono essere inclusi virtualmente in qualunque frase minima con verbo saturato:

io corro alle sette e mezza, Giovanni mette le chiavi sul tavolo alle sette e mezza, pioveva alle sette e mezza ecc.

Ora, con verbi transitivi come mangiare, bere, pensare e sim., se è vero che il complemento oggetto può essere cancellato, bisogna osservare, però, che il significato di tale elemento a) non è indipendente dal verbo e che b) non può essere liberamente aggiunto ad una frase minima con verbo già saturato. Si prenda una frase come Giovanni mangia la mela. Il sintagma mela può essere cancellato senza che la frase perda la sua grammaticalità: Giovanni mangia. Tuttavia, non è possibile aggiungere liberamente la mela ad una frase minima con verbo saturato:

*Giovanni mette le chiavi sul tavolo la mela vs. Giovanni mette le chiavi sul tavolo alle sette e mezza


alcune precisazioni:

Dato un sintagma SX con ruolo tematico R appartenente ad una frase F, per verificare che SX sia un aggiunto in F è necessario che:

1. sia possibile cancellare SX senza che F perda la propria grammaticalità

2. sia possibile aggiungere SX, con lo stesso ruolo R, a una frase con verbo saturato F1 in cui nessun nessun elemento possegga già il ruolo R

Ringrazio i miei alunni Giovanni Di Gregorio e Luca Guarrera per le loro preziose osservazioni.