Archive for the ‘Linguistica’ Category

Una macchina da scrivere IPA sul web

9 novembre 2008

Ho scoperto, curiosando su www.lingforum.com, un sito molto interessante per chi abbia bisogno di scrivere in trascrizione fonetica sul web (ma va bene anche per applicazioni offline). Ecco il link:

http://www.e-lang.co.uk/mackichan/call/pron/type.html

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E prima compriamo quetto te pesse e prima compriamo quetto te telefante

18 giugno 2007

Mio figlio Giuseppe, 4 anni tra un mese, sta acquisendo il lessema prima. Appare in testi simili a quello riprodotto in (1), che il bambino ha prodotto spontaneamente stasera mentre osservava la quarta di copertina di uno dei suoi libri, con grandissima attenzione. Nella quarta di copertina, infatti, come spesso accade, sono raffigurate le copertine degli altri titoli della stessa collana, con scopo non solo referenziale, ma anche e soprattutto conativo. Ed proprio questa funzione a prevalere, tanto che Giuseppe fa intendere di voler assolutamente completare la collezione:

(1) e prima compriamo quetto te pesse e prima compriamo quetto te telefante e prima…

‘e prima compriamo questo del pesce (=il libro la cui copertina raffigura un pesce) e prima compriamo questo dell’elefante’

Ora, se dal punto di vista pragmatico l’atto linguistico può dirsi felice (probabilmente efficace) e maturo (io mi limito a capire; mia moglie, invece, non vede l’ora di accontentare il piccolo bibliofilo), la competenza lessicale relativa a prima, invece, è certamente ancora imperfetta, come si vede chiaramente dal simpatico testo in (1) , che mi fa sorgere alcune domande.

Innanzitutto, a quale parte del discorso appartiene, nella mente del bambino, la parola assunta “in prova”? E’ un avverbio, come nella lingua degli adulti, o è piuttosto (più genericamente) un connettivo testuale? Ed è davvero un’unità distinta dagli elementi che la precedono e la seguono nel testo, come la nostra competenza adulta ci suggerisce (prima vs. epprima vs. primacompriamo vs. epprimacompriamo)? E cosa significa (se ha un significato)? E’ possibile che si tratti di un avverbio il cui significato, ‘prima’, ‘dopo’, cambia in base al cotesto? (come dire: la prima volta che lo usi significa ‘in primo luogo, prima’, le volte successive significa, invece, ‘poi, quindi’; un po’ come ora in costrutti del tipo ora qui ora lì)

Ciò che mi sembra chiaro per il momento è soltanto che il bambino riproduce una costruzione che ha sentito pronunciare alle persone che lo circondano, che ne ha capito la corrispondenza/adeguatezza ad una particolare situazione comunicativa (proposte per gli acquisti… su catalogo) e che, dal punto di vista sintattico, ha individuato l’esistenza di un sintagma nominale che può cambiare a seconda del referente (questo del pesce, questo dell’elefante), cioè di un argomento a selezione lessicale libera.

E mentre io sarò ancora in cerca di altre risposte, mia moglie sarà già tornata dalla libreria, carica di pessi, telefanti, pippopotami e altre creature meravigliose …

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La teoria della valenza verbale e la sua applicazione in un dizionario (tedesco) dei verbi italiani

30 aprile 2007

Sulla teoria della valenza verbale e le sue applicazioni lessicografiche sono assolutamente da vedere questi link:

http://www.uni-stuttgart.de/lingrom/stein/forschung/ontovit/

http://www.uni-stuttgart.de/lingrom/stein/forschung/ontovit/java/sic/doc/index.html

http://www.uni-stuttgart.de/lingrom/stein/forschung/ontovit/iperverb/javaout/iv.html

Non so il tedesco, ma lo imparerò anche soltanto per capire questa roba, che, a naso, mi sembra fantastica.

Credo che per visualizzare alcune cose sia necessario istallare Java Platform (o qualcosa del genere)

Il contesto determina la valenza?

20 aprile 2007

Qualche giorno fa, i miei studenti di 1BT hanno avuto la fortuna di avere come supplente, per alcune ore, una collega di lettere, Maria Grazia, che io stimo molto e che da tempo volevo coinvolgere nel mio progetto di rinnovamento della didattica della grammatica e della scrittura. Non ho ancora parlato con lei, ma da quello che i ragazzi, oggi, durante la ricreazione, mi hanno raccontato, credo che, in un modo o nell’altro, finalmente, il coinvolgimento ci sia stato. Maria Grazia, infatti, ha stimolato la classe con domande e obiezioni importanti, che puntano al cuore della teoria e che possono aiutarci a perfezionare il metodo con cui i contenuti della teoria vengono proposti agli studenti La teoria a cui mi riferisco è il modello valenziale di Tesnière (per una introduzione di taglio scolastico si veda questo mio documento), così come è stato interpretato all’interno della grammatica generativa (struttura tematico-argomentale, riconoscimento della asimmetria soggetto-oggetto=argomento esterno vs. argomento/i interno/i; per una introduzione, si veda questo documento).

Ora, due affermazioni di Maria Grazia, in particolare, hanno messo in crisi i miei ragazzi, e vorrei commentarle:

(1) la valenza di un verbo dipende dal contesto (ovvero, la valenza cambia al cambiare del contesto)

(2) il verbo essere è monovalente (es. io penso, dunque sono (= ‘esisto’)).

L’affermazione (1) è falsa: è la VALENZA che determina (more…)

Adjuncts, arguments and optional arguments (informal)

18 febbraio 2007

In VP, the interpretation of arguments depends on the verbal head. For this reason, is the verb changes, the interpretation of the argument (its theta role) also changes:

(1) I aim at George’s house (<goal>) vs. I stay at George’s house (<place>)

The interpretation of an adjunct, instead, remains the same even if the root verb is replaced:
(2) I aim at George’s house in the afternoon sv. I stay at George’s house in the afternoon

In (2), in fact, the adjunct in the afternoon refers to a moment in time in both sentences.

So, it seems that adjuncts are semantically independent, wheras arguments are not. Accordingly, adjuncts may be omitted from a sentence  and  be  added to  virtually any  well formed  sentence in which all the arguments of the verb are projected:

(3) I run in the afternoon, John puts his keys on the table in the afternoon, it rained in the afternoon…

Now, think of two-argument verbs such as eat, drink, think etc: they often occur with a single argument (the external one): I eat (an apple), I’m eating, I’m drinking/thinking. Note, however, that the omitted element is not a real adjunct. Let’s see why: a) it is not semantically independent from the verb; b) it can’t be freely added to any complete, well formed sentence:

(4) John eats an apple

(5) John eats
(6) *John puts his keys on the table an apple (vs. John puts his keys on the table in the afternoon).

In the afternoon is an adjunct, an apple (in (4)), instead, is an (optional) argument.
In conclusion, in order to decide whether an XP is an adjunct in a sentence S, optionality is not a sufficient requirement: it must also be possible to add this XP to a full sentence S’ in which all the main verb (H) ‘s arguments are projected. Obviously, XP’s internal and independent theta role should not be present in the theta grid of H, and tense specification should be compatible with XP (if XP is a time adverb, for instance).

Aggiunti, argomenti e argomenti opzionali: come distinguerli (informale, ver. 2)

14 febbraio 2007

L’interpretazione degli argomenti, nel sintagma verbale, dipende dal verbo reggente. Per questo motivo, se il verbo cambia, cambia anche l’interpretazione dell’argomento (ad es. il suo ruolo tematico):

io vado a casa (<meta>) vs. io resto a casa (<luogo>)

Un aggiunto, invece, mantiene la stessa interpretazione (“significa la stessa cosa”) quando il verbo principale cambia:

(2) io vado a casa alle sette e mezza vs. io sto a casa alle sette e mezza

in (2) l’aggiunto alle sette e mezza indica sempre la stessa cosa.

Ne consegue che gli aggiunti non solo possono essere liberamente omessi, ma anche che possono essere inclusi virtualmente in qualunque frase minima con verbo saturato:

io corro alle sette e mezza, Giovanni mette le chiavi sul tavolo alle sette e mezza, pioveva alle sette e mezza ecc.

Ora, con verbi transitivi come mangiare, bere, pensare e sim., se è vero che il complemento oggetto può essere cancellato, bisogna osservare, però, che il significato di tale elemento a) non è indipendente dal verbo e che b) non può essere liberamente aggiunto ad una frase minima con verbo già saturato. Si prenda una frase come Giovanni mangia la mela. Il sintagma mela può essere cancellato senza che la frase perda la sua grammaticalità: Giovanni mangia. Tuttavia, non è possibile aggiungere liberamente la mela ad una frase minima con verbo saturato:

*Giovanni mette le chiavi sul tavolo la mela vs. Giovanni mette le chiavi sul tavolo alle sette e mezza

————

alcune precisazioni:

Dato un sintagma SX con ruolo tematico R appartenente ad una frase F, per verificare che SX sia un aggiunto in F è necessario che:

1. sia possibile cancellare SX senza che F perda la propria grammaticalità

2. sia possibile aggiungere SX, con lo stesso ruolo R, a una frase con verbo saturato F1 in cui nessun nessun elemento possegga già il ruolo R

Ringrazio i miei alunni Giovanni Di Gregorio e Luca Guarrera per le loro preziose osservazioni.

Un nuovo manuale di Grammatica Generativa

19 gennaio 2007

Una nuova introduzione alla grammatica generativa. Semplice, essenziale, efficace.

(Se il link non funziona, è possibile provare a scaricare il file copiando manualmente questo indirizzo: http://webcen.dsi.unimi.it/2002-03/comdig/lingua_italiana2/files/248327.Sintassi%20generativa.pdf)

Il forum di Linguistica dell’Università di Napoli

23 novembre 2006

Si tratta di un forum universitario, frequentato per lo più (mi è parso) da studenti e nel quale si trovano thread dedicati ad argomenti di grammatica generativa. Mi sono iscritto e sono entrato nella discussione:

http://www.forumcommunity.net/?t=1163092&view=getlastpost#lastpost 

Peccato, però, che la discussione fosse esaurita da più di un anno (me lo ha segnalato un amico). Non me n’ero accorto.

Segnalo altri forum di linguistica (molto frequentati, ma con rarissimi post sulla linguistica generativa) nella gerarchia it: it.cultura.linguistica, it.cultura.linguistica.italiano, it.cultura.classica.

XXXIII Incontro di Grammatica Generativa (IGG 33)

21 novembre 2006

Il XXXIII Incontro di Grammatica Generativa avrà luogo il prossimo marzo a Bologna.

Per informazioni: http://www2.lingue.unibo.it/igg

Il soggetto nelle lingue del mondo

28 ottobre 2006

Novità Cambridge

http://www.cambridge.org/uk/0521858542

Un esempio di dislocazione a destra con ripresa pronominale dal Corriere della sera

22 ottobre 2006

IL CAVALIERE IN PIAZZA «Mai più contro il Colle» La promessa è caduta di GIAN ANTONIO STELLA
VICENZA – Se l’era tenuto in gola per mesi, il rospo. Si era adattato alle spagnolesche cortesie del cerimoniale, aveva fatto i dovuti inchini, era riuscito a mantenere la promessa a se stesso di tener le cose separate: un conto è il governo di sinistra, un altro il Colle.
Dalla prima pagina del <<Corriere della sera>> di domenica 22 ottobre 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/10_Ottobre/22/stella.shtml

(IBT) L’ipotesi Raudino-Di Gregorio-Rizzo-Gueye-Gulinello sulla valenza “relativa”

21 ottobre 2006

A. Raudino, G. Di Gregorio, M. Rizzo, M. Gueye e G. Gulinello hanno proposto oggi (se ho ben capito) che la valenza di un verbo possa cambiare in base al fatto che tale verbo sia coniugato secondo un tempo semplice o composto. In particolare, propongono che il verbo morire sia monovalente nei tempi composti, ma bivalente (o comunque non monovalente) nei tempi semplici. L’ipotesi sarebbe corroborata da esempi simili ai seguenti:

(1) Filomena è morta

(2) *?Filomena muore

Raudino sostiene che la frase (2) è poco naturale, che le manca qualcosa,  che <<resta in aria>>.

A (2) si contrappone la più naturale (3), che prevede un SAvv a destra del verbo:

(3) Filomena muore lentamente.

Ora, io ho il sospetto che l’anomalia o la scarsa naturalezza di (2) abbia a che fare con qualche restrizione non propriamente sintattica, e che quindi il verbo resti comunque monovalente. Cionondimeno, la proposta di Raudino e compagni merita certamente di essere studiata e discussa. 

G. Addamo ha formulato, indipendentemente dal gruppo di Raudino, un’ipotesi simile, che vedremo in un altro post.