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Aggiunti, ruoli tematici, restrizioni semantiche

31 marzo 2012

Oggi un alunno di prima (Luciano) ha proposto un possibile controesempio al mio test per il riconoscimento degli aggiunti (v. qui).

La frase in esame era simile a questa:

(1) Luca va al mare velocemente

Applicando il test a velocemente, si scopre che è possibile toglierlo senza che la frase perda la propria grammaticalità:

(2) Luca va al mare

Ed è anche possibile aggiungerlo ad un’altra frase già benformata (saturata), senza che velocemente cambi significato/ruolo (è la modalità dell’azione):

(3) Giovanni mette le chiavi sul tavolo velocemente

IL CONTROESEMPIO DI LUCIANO

Luciano mi propone, però, la frase in (4), che secondo lui è malformata:

(4) ?*Io ho le scarpe nere velocemente

Si tratta di una frase già saturata

(5) io ho le scarpe nere 

cui viene aggiunto l’avverbio velocemente. Secondo il test, se (4) è malformata, allora velocemente non è un aggiunto.

MA FORSE NON SI TRATTA DI UN CONTROESEMPIO

In realtà, è possibile attribuire significato (e quindi grammaticalità) a (4), forzando/modificando il senso di (5), interpretandone il verbo come ‘far diventare, ottenere’ piuttosto che ‘possedere’: ‘le mie scarpe diventano nere’. In questo modo l’avverbio modifica il processo della trasformazione (delle scarpe, da bianche a nere, ad es., perché si colorano o si sporcano).

Ma il test non prevede che il significato dei verbi della frase (5) venga modificato. Tutt’al più, si accetta che (4) possa essere sintatticamente benformata, ma semanticamente malformata. Ora, quando una frase è semanticamente malformata, ma sintatticamente benformata, dovrebbe poter ricevere una interpretazione facendo riferimento ad un mondo possibile, diverso da quello reale. Si pensi, ad es., ad una frase come gli alberi leggono i libri. 

La sua bizzarria dipende dal fatto che una restrizione semantica del verbo è violata (leggere richiede un soggetto umano, alberi non lo è). Che sintatticamente la frase sia benformata lo si rileva facilmente sostituendo l’elemento che viola la restrizione con un elemento appartenente alla stessa categoria sintattica (nome con nome, aggettivo con aggettivo ecc.). In questo caso, sostituendo gli alberi con i ragazzi, la frase diventa semanticamente e sintatticamente benformata: i ragazzi leggono i libri: ciò che non va bene a leggere non sono i sintagmi nominali in generale, ma quel sintagma nominale (gli alberi).

Lo stesso capita al nostro avverbio velocemente in (4). Se lo sostituiamo con forse, la frase diventa benformata, senza cambiare il senso del verbo principale:

(6) Ho le scarpe nere, forse.

LA RESTRIZIONE SEMANTICA DI VELOCEMENTE

In conclusione, quello che Luciano considera un controesempio è in realtà una frase semanticamente malformata (che indica qualcosa di possibile in un mondo immaginario). La malformazione dipende dal fatto che l’avverbio velocemente richiede di essere aggiunto ad un verbo che indica un processo (ad es. qualcosa che cambia di colore, o che si sporca), non uno stato (come il fatto di possedere delle scarpe).