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Un dubbio e un po’ di rabbia

12 febbraio 2009

Sto guardando Annozero. C’è un ragazzo di Guidonia che ha la mamma invalida al 100%: spende 700 euro + contributi per pagare una badante. La regione Lazio versa un assegno di poco più di 400 euro alla famiglia dell’invalido.
In studio c’è il presidente della Lombardia, Formigoni, che fa sapere che In Lombardia, invece, tutte le spese per l’invalido sono totalmente a carico della Regione.
Il ragazzo dice che non è giusto che non possa ricevere questo tipo di assistenza anche la sua famiglia.
Formigoni lo accusa, a questo punto, di disprezzare la Costituzione, che stabilisce che l’assistenza sanitaria è di competenza delle Regioni. Dice anche che le altre regioni dovrebbero prendere esempio dalla sua Lombardia.

Lo so, le cose stanno di fatto così. Ma mi viene un po’ di rabbia.
E qualche dubbio.

Comincio dal dubbio: Formigoni cita la Costituzione. Ma il secondo articolo della nostra Costituzione non stabilisce forse che la Repubblica “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale“?

Leggo nel terzo articolo, inoltre, che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitino l’eguaglianza dei cittadini.

È forse davvero coerente con la Costituzione, allora, il fatto che un invalido italiano residente nel Lazio riceva un trattamento tanto diverso da quello che riceve un invalido altrettanto italiano ma residente in Lombardia? Non credo che la virtuosità di una regione possa esonerare il Governo nazionale dal dovere che l’articolo terzo gli impone. E quella virtuosità dovrebbe essere non solo da modello, ma di aiuto alle regioni meno fortunate o virtuose.

E poi, in fondo, mi lascia un po’ perplesso la visione del sistema delle Regioni che traspare dall’invito di Formigoni agli altri governatori: sono forse le Regioni delle aziende in concorrenza tra loro in un mercato capitalistico? Se è così, quali sono i clienti, quali le merci? Il decentramento del servizio sanitario, secondo me, è un decentramento amministrativo, che serve ad alleggerire l’onere burocratico, amministrativo, appunto, dello Stato, e a fare in modo che ogni regione possa ottimizzare l’uso dei fondi calibrandoli alle esigenze della  specifica  realtà regionale (nel senso che la spesa viene ripartita in modo diverso tra comparti diversi, ad es., in base al fatto che la diffusione di una certa patologia può cambiare da una regione all’altra). Qui, però, non si parla di patologie diverse. Gli invalidi della Lombardia non sono , cioè, diversi da quelli delle altre regioni, né più o meno numerosi.

Passo alla rabbia: credo che il familiare di un invalido grave avrebbe comunque meritato, specie da parte di un rappresentante delle Istituzioni, una risposta più cordiale, più rispettosa. Quando si parla con un invalido o col familiare di un invalido, specialmente se si parla della sua invalidità e degli aspetti che ruotano attorno a questo problema, bisognerebbe muoversi in punta di piedi, e abbassare la voce.

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